Margaret the First, Danielle Dutton (2016)

Margaret Cavendish, Duchessa di Newcastle-upon-Tyne, fu la prima in un sacco dic ose – la prima donna a tenere una conferenza alla Royal Society, la prima donna in Inghilterra a vivere della propria scrittura, l’autrice di quello che secondo molti è il primo romanzo di fantascienza della storia.

Margaret the First è un romanzo storico, la biografia romanzata di Meg la Pazza, come la chiamavano i suoi concittadini. Sposata con un uomo di trent’anni più vecchio di lei che appoggiò sempre i suoi progetti, vissuta per sedici anni in esilio ad Antwerp dopo che Cromwell aveva preso il potere, autrice di saggi filosofici e opere teatrali, poesie e romanzi, biografie e articoli, Margaret Cavendish viene raccontata nel breve romanzo della Dutton (pocopiù che 160 pagine) con uno stile frammentario e disordinato che replica con estrema fedeltà lo stile di scrittura della protagonista – che all’uscita del suo primo libro venne derisa per la sua sintassi bislacca e per il suo approccio creativo alla grammatica.

In parte narrato in forma di diario, in parte come cronaca, il libro della Dutton è un ritratto molto affettuoso di una donna di almeno tre secoli in anticipo rispetto ai tempi. E davvero, è quasi impossibile non voler bene a Margaret Cavendish, la donna che ipotizzò che la luna fosse fatta d’acqua, e ciò che noi vediamo sulla superficie solo il riflesso di mari e montagne della Terra. La donna che postulò che anche gli oggetti inanimati posseggano una intelligenza – in modo da poter sostenere l’ipotesi che anche le donne potessero essere intelligenti. La donna che inventò, fra le altre cose, il concetto di multiverso, e l’idea che interi universi si possano annidare nell’infinitamente piccolo degli atomi che compongono la materia.

Strano, diverso, spesso scritto con una struttura quasi poetica, a volte invece più simile a una collezione di ritagli, Margaret the First è un eccellente romanzo su una donna infinitamente affascinante.

E questo post contiene un link per l’acquisto del libro, per cui sapete cosa aspettarvi. Tra l’altro, è uno di quei casi in cui la differenza di appena 50 centesimi nel prezzo rende più conveniente acquistare il cartaceo – non fosse altro che per la copertina.

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