Writing the Uncanny, Coxon & Hirst (2021)

Il volume curato da Dan Coxon & Richard V. Hirst si presenta come un manuale di scrittura, ma non contiene istruzioni, regole o accorgimenti che un autore possa utilizzare per il proprio lavoro. Si tratta invece di una collezione di articoli di autori contemporanei, tutti più o meno associati a quel genere letterario che occupa lo spazio fra il fantastico ed il weird.

Prendendo le mosse dal lavoro di Sigmund Freud “Das Unheimichle” del 1919, che crea la definizione di “Uncanny” e passando per l’opera di Shirley Jackson e di Robert Aickman, che danno forma ad un catalogo di esempi di questo sottogenere, gli autori coinvolti in Writing the Uncanny cartografano le acque incerte di un genere che è a tal punto indefinito da non avere una collocazione precisa – horror, fantasy, storia di spettri, narrativa surreale…
I diversi aspetti del genere vengono ampiamente discussi, con un taglio fortemente personale – al punto che ciascun articolo è quasi un breve saggio sul rapporto che lega l’autore o l’autrice al genere.

Si può certamente imparare molto leggendo queste pagine, come si impara sempre nell’ascoltare i colleghi che discutono del porprio lavoro, ma un autore in cerca di un manuale potrebbe sentirsi deluso o tradito.

Per me rimane una lettura affascinante e divertente – e chissà, forse un giorno utile – ma non si tratta necessariamente di un libro per tutti.

E come sempre c’è un link commerciale in questo post. Sapete come vanno queste cose.

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